Sony, Microsoft e Nintendo si alleano per richiedere ai publisher la percentuale di drop nelle loot-box.

Sony, Microsoft e Nintendo si alleano per richiedere ai publisher la percentuale di drop nelle loot-box.

8 Agosto 2019 0 Di Marco Chessa

7 agosto 2019 ore 17:44 : Nintendo, Sony e Microsoft annunciano un’iniziativa che richiederà ai publisher di inserire le probabilità di drop rate per tutti i giochi che includono loot box.

Le nuove misure sono state inizialmente annunciate oggi dal consulente principale della politica tecnologica della Entertainment Software Association, Michael Warnecke (come riportato da GamesIndustry.biz), durante un seminario della Federal Trade Commission destinato a “esaminare le questioni di protezione dei consumatori relative ai bottini dei videogiochi”.

Da allora, l’ESA (che rappresenta l’industria dei videogiochi negli Stati Uniti) ha rilasciato una dichiarazione sulla questione, confermando che Nintendo, Microsoft e Sony “richiederanno ai publisher di inserire all’interno dei loro giochi la percentuale di rarità o di probabilità di ottenere un determinato oggetto all’interno delle loot box a pagamento”.

Inoltre, le nuove misure, che dovrebbero essere implementate il prossimo anno, si applicheranno a tutti i giochi che aggiungono bottini in un aggiornamento post-lancio.

Secondo l’ESA, già un certo numero di pubblisher tra i quali Activision Blizzard, Bandai Namco, Bethesda, Bungie, Electronic Arts, Microsoft, Nintendo, Sony, Take-Two, Ubisoft, Warner Bros e Wizards of the Coast, hanno accettato di rivelare la “percentuale di rarità o di probabilità di ottenere determinati oggetti nei loot-box a pagamento” nei propri titoli e “in un modo comprensibile e facilmente accessibile”. Ciò avverrà “entro la fine del 2020”.

I bottini, e i loro effetti potenzialmente dannosi, sono diventati una preoccupazione crescente tra politici e legislatori negli ultimi tempi.

A maggio, il senatore degli Stati UnitiJosh Hawley ha proposto una legislazione che proibiva i loot-box, la meccanica pay-to-win e altri “progetti manipolativi” nei giochi rivolti ai bambini, mentre diversi paesi europei hanno già adottato misure drastiche.

L’anno scorso, ad esempio, il Belgio e i Paesi Bassi hanno entrambi dichiarato i loot-box come una forma di gioco d’azzardo, e quindi illegale, portando i publisher a rimuovere il metodo di monetizzazione da una serie di giochi, tra cui FIFA, Overwatch e Counter-Strike: Global Offensive.

Al momento, non è chiaro se una delle misure annunciate oggi dall’ESA sarà applicabile a territori al di fuori degli Stati Uniti.


Aggiornamento ore 20:30 del 7 Agosto 2019
in seguito all’annuncio dell’ESA secondo cui Nintendo, Sony e Microsoft richiederanno tutti gli editori di dichiarare le quote di drop rate degli oggetti per qualsiasi titolo che disponga di bottini sulle loro console a partire dal prossimo anno, Sony ha condiviso la propria dichiarazione sul decisione ad Eurogamer.

Sony Interactive Entertainment mira a garantire agli utenti di PlayStation l’accesso a informazioni e strumenti, come i controlli del portafoglio genitori, che li aiuteranno a prendere decisioni sull’acquisto in-game.


Supportiamo gli sforzi del settore per rivelare la probabilità di ottenere oggetti virtuali randomizzati, noti come loot box, e ci impegniamo a fornire ai consumatori queste informazioni per tutti i giochi che produciamo e pubblichiamo.

Aggiornamento 8 Agosto 2019

Anche Nintendo rilascia una dichiarazione ad Eurogamer a seguito dell’annuncio dell’ESA.

Per Nintendo, garantire che i nostri clienti possano fare scelte sicure quando giocano ai nostri giochi è molto importante. Come parte dei nostri continui sforzi in questo settore, l’azienda richiederà il rilascio delle percentuale di drop-rate nei giochi Switch che usano i loot-box a pagamento.


Offriamo anche strumenti come la nostra app mobile “Nintendo Switch Parental Controls”, che consente ai genitori di scegliere la gestione degli acquisti in-game e l’impostazione dei limiti di spesa.

Sembra che questo sia l’argomento “hot” dell’estate fin’ora, cosa ne pensate? Continuate a seguirci per rimanere aggiornati sulla questione.

Fonte eurogamer.net